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Da bambina, credevo che mio padre fosse un mago. Lo osservavo, incuriosita, mentre faceva comparire delle belle immagini nel rivelatore. Col tempo ho capito che era un fotografo. Mi sono appassionata alla fotografia sin dall’adolescenza, cercando di captare non solo il visibile ma anche l’invisibile, di interpretare il mondo che ci circonda.

Oggi, continuo ad approfondire questa ricerca nell’arte del ritratto, cercando di sviluppare creatività e sensibilità, per far sì che le mie immagini raccontino un incontro, una storia. Scatto con una macchina fotografica digitale, ma utilizzo anche la pellicola. Una stampa fatta in camera oscura permette di accedere ai metodi di stampa tradizionali e rimane veramente unica!

Utilizzo anche la fotografia  nella mia attività di consulente e di coach con creativeGenerations (http://www.creativegenerations.net). L’imagine è, in effetti, un strumento prezioso per evidenziare quello che spesso le parole non possono esprimere.